Hachiko, il cane più fedele del Giappone, finalmente ricongiunto al padrone

A sinistra, la statua di Hachiko fuori dalla stazione Shibuya. Accanto, la nuova statua con l'Akita insieme al padrone.
A sinistra, la statua di Hachiko fuori dalla stazione Shibuya. Accanto, la nuova statua con l’Akita insieme al padrone.

Anche in un Paese come il Giappone che adora i suoi animali domestici, nessuno di questi ha mai appassionato tanto i giapponesi amanti degli animali quanto Hachikō ハチ公 (10.11.1923-8.3.1935). L’Akita bianco ha toccato i cuori di milioni di persone in tutta la nazione aspettando di fronte alla stazione Shibuya di Tokyo ogni giorno, per più di nove anni e con assoluta devozione, che il suo padrone tornasse dal lavoro, non sapendo però che purtroppo era morto e non sarebbe mai tornato. La vicenda ebbe quindi un enorme riscontro nell’opinione pubblica dell’epoca, e ben presto Hachiko divenne, in Giappone, un emblema di affetto e lealtà. Nel 1934, al fedele animale fu dedicata una statua (alla cui inaugurazione era presente anche lui) e, negli anni, la sua storia divenne il soggetto di film e di alcuni libri.

La statua di Hachiko fuori dalla stazione Shibuya, Tokyo.
La statua di Hachiko fuori dalla stazione Shibuya, Tokyo.

Ancora oggi si può trovare, poco fuori una delle uscite della stazione di Shibuya, la statua di Hachiko, che mostra il cane in paziente attesa, con una targa che reca la scritta chūken hachikō 忠犬 ハチ公, ovvero “il fedele cagnolino Hachi” (il vero nome del cane era semplicemente Hachi ハチ, ~ 公 è un suffisso vezzeggiativo molto usato in Giappone per gli animali, tuttavia in seguito il cane è rimasto famoso come Hachiko, ndr).
Ma se da un lato è proprio la tenera amarezza della storia che ha reso Hachiko famoso, dall’altro si trascura il fatto che, prima della dipartita del suo padrone, i due si riunissero felicemente ogni sera e passeggiassero fino a casa. È giunta l’ora, adesso, che anche quel momento venga immortalato, con una statua che ritrae Hachiko come raramente è stato raffigurato prima: straripante di gioia nel ricongiungersi al suo padrone.

Se infatti Hachiko è indubbiamente il più famoso tra i due, il suo padrone, Hidesaburo Ueno, fu una persona importante e contribuì molto allo sviluppo della società giapponese. Ueno è stato professore all’Università di Tokyo (allora chiamata Università Imperiale di Tokyo) per oltre vent’anni, nonché un celebre studioso di ingegneria agraria – che come sappiamo è un campo molto problematico in Giappone vista la scarsità di pianure coltivabili, pertanto gli agronomi impegnati nello sviluppo di nuove tecnologie erano tenuti in grande considerazione. Ad ogni modo, accadde purtroppo che proprio durante una delle sue lezioni, nel 1925, Ueno collassò, stroncato da un ictus, e morì.

Una foto d'epoca di Hachiko negli anni '30. (Foto: www.akitareki.it)
Una foto d’epoca di Hachiko negli anni ’30. (Foto: http://www.akitareki.it)

Il 2015 porta con sé la ricorrenza del 90° anniversario della morte di Hidesaburo Ueno, oltre che l’80° della dipartita di Hachiko. In occasione di questa commemorazione, il dipartimento di agraria dell’Università di Tokyo ha fatto erigere nel suo campus una statua di bronzo dei due, finalmente riuniti (la statua è stata completata pochi giorni fa e sarà installata a breve, in concomitanza con le celebrazioni delle due ricorrenze, ndr).

Dopo un’attesa di quasi 100 anni, sarebbe difficile non lasciarsi prendere almeno un po’ dalla commozione di fronte al ricongiungimento del professor Ueno e del suo fedele Hachiko.

Fonte: AOL Japan News

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