L’eleganza del kingyo. Vi racconto Art Aquarium a Milano.

Quest’anno ferragosto a Milano – per chi come me ha avuto la sventura di trovarcisi – è stato una vera schifezza, visto il meteo stile ottobre inoltrato. In generale è piuttosto deprimente essere a Milano a ferragosto e non in vacanza da qualche parte ma, per citare mio fratello Giulio: “questa…questa è un’altra storia… “. 

IMG_6940Fatto sta che non sapendo che fare, io e la mia ragazza decidiamo di andare a visitare Art Aquarium, anche perché dopo essermi beccato tutti i cartelloni pubblicitari in stazione Cadorna il dio marketing mi ha colto nel sacco. Io non impazzisco per gli acquari/musei acquatici ecc in sé e per sé – belli eh, per carità – la mia ragazza invece ci va proprio matta, per cui decisione presa, ovviamente!

Scherzi a parte, è stata una decisione azzeccatissima: ferragosto con la pioggia ha significato ZERO coda e quasi nessun visitatore a parte noi, poi il biglietto ridotto in promozione fino a fine mostra ha proprio buttato benzina sul fuoco. Avevo già pubblicato una piccola anteprima di questo articolo, il quale mi spiace arrivi ad un mese di distanza e a mostra chiusa. D’altro canto mi ero già proposto di non fare di questo mio racconto una pubblicità alla mostra, bensì renderlo uno strumento per mostrare ai miei lettori come la sensibilità verso la natura di un artista giapponese riesca ad esprimersi anche attraverso attrezzature e tecnologie moderne.

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Due grandi tende “noren” in stile giapponese segnalano l’ingresso alla mostra, oltre che la transizione all’interno di una dimensione altra, fatta dalla fusione concettuale e architettonica di un palazzo classico italiano con la tradizione nipponica dell’allevamento e della cura del kingyo.

Ad ogni modo, sede della mostra, che si è tenuta dal 29 maggio al 23 agosto, è stato l’antico palazzo liberty del Circolo Filologico Milanese di via Clerici, luogo perfetto dunque per la fusione che crea tra la tradizione culturale italiana e quella giapponese, luogo d’origine di Art Aquarium e del suo ideatore Hidetomo Kimura (1972-).

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Un acquario a forma di gioiello ottagonale, del diametro di circa un metro, facente parte dell’allestimento al piano superiore della mostra, che permette di ammirare i pesci attraverso le diverse sfaccettature della vasca.

Ma cos’è quindi Art Aquarium? In poche parole: un tipo di arte totalmente nuova, nata in Giappone, che si esprime per mezzo
degli acquari. Questa arte crea mondi affascinanti in cui pesci ornamentali nuotano vivacemente all’interno di vasche monumentali. Per renderlo possibile, l’arte si unisce alla tecnologia con un sofisticato sistema di controllo dell’acqua e gestione biologica.
Dopo l’enorme successo in terra natia, Art Aquarium esce per la prima volta dai confini del Giappone e raggiunge Milano per la sua prima internazionale.

Il lampadario Edo-kiriko domina dall'alto il sakurarium nella composizione centrale della sala.
Il lampadario Edo-kiriko domina dall’alto il sakurarium nella composizione centrale della sala.

L’allestimento all’interno di Palazzo Clerici si sviluppa su due piani: al piano terra, non appena si entra, non si può non rimanere subito colpiti dall’attrazione centrale, l’Edo sakurarium (contrazione di “acquario dei fiori di ciliegio di Edo”, dove in giapponese sakura significa “ciliegio” e Edo altro non è che l’antico nome della città di Tōkyō).

Il movimento dei pesci all'interno del sakurarium richiama invece il fluttuare dei petali di ciliegio.
Il movimento dei pesci all’interno del sakurarium richiama invece il fluttuare dei petali di ciliegio.

Si tratta della composizione di una vasca di vetro a forma di fiore di ciliegio, all’interno del quale nuotano con eleganza centinaia di kingyo 金魚 (pesce rosso) della specie sakura (per via del colore rosso al limite del rosa come, per l’appunto, il ciliegio) i quali richiamano proprio il fluttuare nell’aria dei petali di ciliegio durante la fioritura; il tutto sovrastato da un enorme lampadario Edo-kiriko alto 2,5 metri e largo circa 4, composto da 1000 frammenti di cristallo.

In fondo alla sala si trova invece la vasca denominata oiran, una rivisitazione della più classica boccia da pesce rosso, solo un po’ più grande – è alta più di due metri e contiene più di 50 pesci! Sembrano tutti rossi i pesci che vi nuotano ma se si esamina attentamente la seconda fotografia si può notare la presenza di un oscuro intruso! 🙂

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La vasca oiran fotografata in tutto il suo splendore. Sotto, dettaglio dell’interno della vasca con un nerissimo “kuro-demekin” che si aggira fra una moltitudine di “sakura-kin” rossi.

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La visita è accompagnata da una serie di musiche a metà fra il naturale e lo psichedelico, il giusto mix fra suoni che richiamano ambienti acquatici e note audaci che sembrano seguire il veloce ritmo delle luci che cambiano colore alle vasche.

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ブロードテール琉金, “Broad tail ryūkin”. “Kin(sott.:gyo) (金) color lapislazuli/perla (琉) con la coda larga (ブロードテール)”. Indubbiamente tra i più eleganti di tutti.
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高頭パール, “Kōtō Pearl”. Letteralmente “grande testa (高頭) a forma di perla (パール)”, questo kingyo presenta due protuberanze che richiamano la forma di bellissime perle colorate.
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黒出目金, “Kuro-deme-kin”. “Kin (金) nero (黒) con gli occhi (目) in fuori (出)”. Il mio preferito! ^_^
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江戸錦, “Edo-nishiki”. Un nome sicuramente azzeccato, “elegante abito colorato (錦) di Edo (江戸)”.

Ai lati delle colonne del pian terreno si trovano poi diverse bocce di cristallo poste su colonnine che mettono in mostra le specie di kingyo più particolari ed esotiche, di cui riporto solo alcune per ragioni di spazio.
Passando da boccia a boccia, risulta davvero impressionante la varietà di colori e di forme di questi pesci, tanto che diventa difficile forse persino pensare di classificarli tutti quanto sotto l’etichetta di “kingyo金魚 che, come nell’inglese goldfish, significherebbe in italiano “pesce d’oro” (魚 gyo in lettura cinese, sakana in lettura giapponese, significa “pesce”; 金 kin è il carattere per “oro”) ma che noi comunemente chiamiamo “pesce rosso“. Aldilà di tutte le differenze riscontrabili sul piano prettamente cromatico, la costante che accomuna tutti queste sotto-specie è certamente la coda. Ampia, elegante, leggiadra, come lo strascico di un kimono che, legato alla vita dalla obi (una sorta di cintura in seta, ndr), si fa ammirare in tutta la sua bellezza.

Cambiando poi sezione, ma sempre al piano terra, in una stanza dedicata si trova il kimonorium (contrazione di kimono + aquarium), uno spazio in cui una vasca a forma di kimono 着物 (il tradizionale abito giapponese di seta) dispiegato accoglie una moltitudine di kingyo dorati che nuotano sullo sfondo delle onde del mare riprodotte virtualmente.kimono4_800px

Si può notare dai tre frame qui sotto la sequenza dell’acqua che poco alla volta riempie la vasca virtualmente ma in modo incredibilmente realistico, creando giochi di luce e contrasti fra i colori freddi del mare e quelli caldi e dai riflessi dorati dei pesci.
KimonoTriplo_800pxAi lati della vasca si possono invece ammirare due veri kimono giapponesi, preziose opere di maestri artigiani d’oggi.

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La visita prosegue poi al piano superiore. Per ragioni di spazio e di pesantezza non ho potuto aggiungere molte foto, ma in generale fatta eccezione per l’acquario a forma di gioiello (che potete vedere ritratto nella terza foto a partire dall’alto di questo articolo) questo piano non presenta nulla di particolarmente interessante se non alcuni piccoli acquari a forma di lanterne luminose che tuttavia servono per guidare il visitatore all’attrazione forse più spettacolare: la sala del byōburium.

Tre delle diverse fasi di transizione del byōburium, il quale presentando uno alla volta alcuni dei fiori tradizionali giapponesi arriva a riunirli tutti insieme nel punto 3.
Tre delle diverse fasi di transizione del byōburium, il quale presentando uno alla volta alcuni dei fiori tradizionali giapponesi arriva a riunirli tutti insieme nel punto 3.

Il byōburium (contrazione di byōbu + aquarium) prende il nome dal byōbu 屏風, il tradizionale paravento pieghevole giapponese, che nel corso dei secoli è stato oggetto di evoluzioni artistiche in quanto si prestava facilmente ad essere dipinto in dittici/trittici spesso a soggetti naturali. Questa vasca appare pertanto come un enorme (è largo più o meno come una porta da calcio regolamentare!) paravento a 12 pannelli e la sua peculiarità è quella di presentare attraverso immagini cangianti una serie di fiori/alberi tipici del Giappone (tra cui il ciliegio, la peonia, l’acero, l’iris, l’ortensia, e così via) e, con essi, lo scorrere e il ripetersi delle quattro stagioni.

Qui sotto potete trovare un video tratto dalla pagina Facebook italiana ufficiale di Art Aquarium che rende bene l’idea di cosa significhi assistere al tanto meraviglioso quanto rilassante spettacolo offerto dal byōburium.

Amici di Kyu Cafè, siamo giunti al termine di questa breve ma intensa panoramica di ciò che è stato Art Aquarium a Milano!

Se cercate online potrete notare che le edizioni svoltesi in madre terra sono certamente più complete, ma tenendo conto che questa è stata la prima fuori dai confini del Giappone, devo dire che è stata un’esperienza davvero unica. Ho impiegato molto tempo a filtrare le fotografie migliori e a sistemarle in modo da dare un’impressione vivida di questa bellissima esibizione, anche perché ogni cosa era perfettamente al suo posto e avrebbe meritato almeno una decina di foto e approfondimenti dedicati.

Spero nondimeno che vi sia piaciuto l’articolo e che possiate averne tratto almeno un poco della meraviglia e dell’armonia ispirata dal placido nuotare dei pesci unito ai colori che li circondavano e ai rimandi simbolici ad elementi della tradizione giapponese.

Vi lascio infine con un’ultima panoramica della vista dal piano superiore sul lampadario dell’Edo sakurarium e sulla vasca oiran! Grazie di aver letto fin qua, spero ne sia valsa la pena!

PanoramicaFinale

Continuate a seguirmi, perché come scrivevo nel precedente articolo dopo essere tornato dal mare, sono in arrivo un post sugli ukiyo-e 浮世絵 (perché ne ho comprato uno, ebbene sì eheh) e una recensione di Musashi di Yoshikawa Eiji!

Se vi è piaciuto l’articolo mettete un Mi piace e condividete sui social network o tramite e-mail con amici e familiari!

Buona giornata a tutti da Kyu Cafè! 🐠☕️🇯🇵

Foto: Giorgio Carmina

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2 thoughts on “L’eleganza del kingyo. Vi racconto Art Aquarium a Milano.”

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