L’attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo, 20 anni dopo

Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe rende omaggio alle vittime dell'attentato in una commemorazione per il 20° anniversario dall'accaduto.
Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe rende omaggio alle vittime dell’attentato in una commemorazione per il 20° anniversario dall’accaduto.

Venerdì 20 marzo, in Giappone, è ricorso il 20° anniversario del tragico attentato terroristico col gas Sarin alla metropolitana di Tokyo (il Sarin è un gas nervino della famiglia degli organofosfati classificato come arma chimica di distruzione di massa, ndr).

Questo attacco, tristemente noto in Giappone col termine Chikatetsu Sarin Jiken 地下鉄サリン事件 (Attacco in metropolitana col Sarin) fu un atto di terrorismo cosiddetto “domestico”, perpetrato il 20 marzo 1995 a Tokyo, da alcuni membri del movimento cultista Aum Shinrikyō オウム真理教 (letteralmente “insegnamento della verità suprema”. Aum, o Om, è un termine sanscrito che significa universo ed è noto ai più per essere usato durante le meditazioni buddiste). È considerato il più grave attacco verificatosi in Giappone dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Continua a leggere “L’attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo, 20 anni dopo”

L’11 marzo in Giappone, 4 anni dopo il Grande Terremoto del Tohoku

Un uomo prega di fronte all'ingresso della Scuola Elementare Okawa a Ishinomaki, nella Prefettura di Miyagi, dove 74 dei 108 studenti sono mancati dopo lo tsunami dell'11 marzo 2011. (Foto: AP)
Un uomo prega di fronte all’ingresso della Scuola Elementare Okawa a Ishinomaki, nella Prefettura di Miyagi, dove 74 dei 108 studenti sono mancati dopo lo tsunami dell’11 marzo 2011. (Foto: AP)

La giornata di ieri, mercoledì 11 marzo, ha segnato per il Giappone il quarto anniversario del Grande Terremoto del Tōhoku (東北地方太平洋沖地震 Tōhoku chihō taiheiyō-oki jishin, Terremoto in alto mare della regione di Tōhoku e dell’Oceano Pacifico) occorso l’11 marzo 2011.

Tutto il Paese si è riunito a pregare per le oltre 18.000 persone – 15.891 morti confermati e oltre 2584 persone ancora non trovate, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale di Polizia – mentre moltissimi degli oltre 230.000 sfollati sono ancora impegnati in azioni legali contro il governo e la TEPCO (Tokyo Electric Power Co.), principale compagnia energetica giapponese nonché responsabile dell’impianto nucleare No.1 di Fukushima. Le comunità colpite dal disastro continuano a lottare, con migliaia di evacuati che vivono ancora in alloggi temporanei, inclusi molti di coloro che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione a causa delle contaminazioni radioattive seguite alla fusione del nocciolo di Fukushima No.1. Continua a leggere “L’11 marzo in Giappone, 4 anni dopo il Grande Terremoto del Tohoku”

Stampante 3D porta in vita capolavoro di Hokusai per i non vedenti

La stampa 3D della "Grande Onda" di Hokusai. (Foto: @unosuke su Twitter)
La stampa 3D della “Grande Onda” di Hokusai. (Foto: @unosuke su Twitter)

Se siete delle persone dotate di senso della vista e di una connessione internet, ci sono buone probabilità che abbiate visto almeno una volta il famoso dipinto di Katsushika Hokusai intitolato 神奈川沖浪裏 (Kanagawa Oki Nami Ura) “La grande onda fuori Kanagawa”, più comunemente noto solo come “La grande onda“.
Questo dipinto, più precisamente una xilografia, ovvero un dipinto stampato a partire dall’incisione su legno del soggetto, è senza ombra di dubbio il più famoso tra le opere di Hokusai (1760-1849) e uno dei più riconosciuti capolavori dell’arte giapponese, in particolare della tradizione degli 浮世絵 Ukiyo-e (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”), le stampe artistiche giapponesi su blocchi di legno.

Prodotta tra il 1831 e il 1833, in tardo periodo Edo (1603-1868), è la prima delle trentasei xilografie che costituiscono la collezione 富嶽三十六景 (Fugaku sanjūrokkei) “Trentasei vedute del Monte Fuji”, e raffigura un’enorme onda che minaccia le navi al largo della costa della prefettura di Kanagawa. Benché venga spesso fraintesa come uno tsunami, è molto più probabile che si tratti sì di un’onda anomala, ma in mare aperto, come suggerisce il titolo dell’opera (il termine 沖浪裏 oki nami ura infatti si riferisce solitamente alle grandi onde del mare aperto). Come in tutte le stampe della serie, anche questa ritrae l’area circostante il Monte Fuji in condizioni particolari, e la montagna appare sullo sfondo.

Katsushika Hokusai, "La grande onda fuori Kanagawa", 1831-33 ca. (Foto: www.metmuseum.org)
Katsushika Hokusai, “La grande onda fuori Kanagawa”, 1831-33 ca.

Ora, grazie alla stampa 3D e ad una compagnia chiamata K’s Design Lab, in collaborazione con la famosa (in Giappone, ndr) catena di librerie Tsutaya Bookstore, anche gli amanti dell’arte ipovedenti o non vedenti avranno la possibilità di godere di questo capolavoro potendoci letteralmente mettere sopra le mani.
Secondo @unosuke, un rappresentante di K’s Design su Twitter, questo pezzo è nato effettivamente come parte di collaborazione con il Dr. Susumu Oouchi dell’Istituto Nazionale di Bisogni Speciali nell’Educazione.
La versione sagomata in tre dimensioni del famoso dipinto permette alle persone non vedenti di sentire come appare l’opera di Hokusai. Allo stesso tempo, la piacevole colorazione e la fedele struttura dello stampo risulta di grande interesse anche per le persone vedenti.

Negli ultimi anni si sono compiuti enormi progressi nel campo dell’hardware per la stampa 3D, ma nonostante questo @unosuke fa notare che la parte più difficile sta piuttosto nel creare i dati da inserire nella stampante.
Per creare questo pezzo ha inizialmente costruito un modello di gesso dell’opera. Fatto ciò, ha scansionato il modello e utilizzato un programma chiamato Freeform per convertire la scansione nei dati di in un’immagine elettronica tridimensionale, il che ha implicato la riduzione del numero di poligoni e la risoluzione di diversi problemi nel raggiungimento dello spessore necessario per la stampa. In altre parole, rendere il prodotto finale levigato e leggero. In ultimo è stato aggiunto il colore, e il modello finale è stato stampato.

La versione 3D così stampata de “La grande onda” è in esposizione da circa due settimane presso il nuovo T-Site delle librerie Tsutaya (uno spazio ibrido, una sorta di libreria con annesso lounge bar / Edificio 1, sala 2F) nel contesto della modernissima cittadina eco-sostenibile Fujisawa, la Fujisawa Sustainable Smart Town.

È stupefacente la quantità di cose che è possibile fare oggigiorno grazie alla stampa 3D, ma credo che quella di rendere accessibili, laddove possibile, opere d’arte tradizionalmente bidimensionali come i dipinti anche ai non vedenti sia sicuramente una delle idee più belle e più umane che abbia visto prendere forma grazie a questa tecnologia. Pollice alto per questi ragazzi :).

Fonte: www.japantoday.com

Tempio buddista celebra nozze gay (nonostante vuoto legislativo in Giappone)

Le due coppie di sposi (Foto: matome.naver.jp)
Le due coppie di sposi (Foto: matome.naver.jp)

Pochi giorni fa, per la precisione il 7 dicembre, il tempio Shunkoin a Kyoto è diventato il primo tempio buddista Zen entro i confini nazionali a celebrare simbolicamente, in quanto non riconosciute legalmente, due cerimonie di nozze fra persone dello stesso sesso.

La visione del Giappone sull’omosessualità e la non conformità di genere è piuttosto complessa. Nonostante una lunga tradizione di esportazione artistico-culturale che ha spesso veicolato l’idea del Giappone come di una società progressista riguardo l’espressione sessuale e di genere, il Paese ancora fatica ad elaborare una legislazione che assicuri l’eguaglianza dei diritti alle comunità LGBT.

Come accennato prima, la situazione si rivela piuttosto contraddittoria, come del resto in tantissimi altri ambiti quando si parla di Giappone. Da un lato, pur essendoci diversi esponenti politici dichiaratamente omosessuali, le persone per così dire “comuni” che si dichiarano apertamente tali corrono spesso il rischio di essere sfrattati, licenziati, che venga negato loro l’accesso alle strutture sanitarie, e così via.
D’altra parte un sondaggio condotto nel 2013 rivela che i cittadini giapponesi, benché divisi sulla questione, siano tendenzialmente inclini ad aderire all’idea che l’omosessualità dovrebbe essere accettata socialmente. Il cambiamento molto probabilmente avverrà, ma non potrà che essere graduale.

Takafumi Kawakami, un monaco del tempio Shunkoin, in un’intervista con la CNN, ha dichiarato: “Non è detto che si debba mantenere la tradizione così com’è. Qui diamo il benvenuto a tutte le coppie, indipendentemente dalla fede o dall’orientamento sessuale.”

In fondo è un monaco Zen, più semplice di così…