“Hokusai, Hiroshige, Utamaro” a Milano. Un’opinione

Prima piccola premessa: la suddetta mostra, aperta fino al 29 gennaio presso Palazzo Reale a Milano, chiuderà per l’appunto tra due settimane esatte, quindi se volete un consiglio flash – che va contro ogni mio interesse di visite del sito e lettura dell’articolo – vi dico subito: ANDATECI. Trovate tutte le informazioni in fondo alla pagina.

Magari ora leggetevi anche l’articolo, dai.

Seconda piccola premessa: di articoli online (e non solo) in merito alla mostra che ve ne parlino in termini di bellezza delle opere, magari approfondendo molto i temi artistici legati alle silografie policrome (ukiyo-e 浮世絵) di periodo Edo (1603-1868), attraverso MOOOOLTE immagini ne trovate quanti ne volete.

Questo articolo NON fa parte di quel gruppo. È semplicemente la mia opinione sulla mostra. Non farcirò l’articolo di immagini delle stampe o di foto delle stesse dal vivo – anche perché era proibito scattare fotografie – né tanto meno di textwalls sull’ukiyo-e e sulle biografie degli artisti.

Però magari leggetelo lo stesso, su. Continua a leggere ““Hokusai, Hiroshige, Utamaro” a Milano. Un’opinione”

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Stampante 3D porta in vita capolavoro di Hokusai per i non vedenti

La stampa 3D della "Grande Onda" di Hokusai. (Foto: @unosuke su Twitter)
La stampa 3D della “Grande Onda” di Hokusai. (Foto: @unosuke su Twitter)

Se siete delle persone dotate di senso della vista e di una connessione internet, ci sono buone probabilità che abbiate visto almeno una volta il famoso dipinto di Katsushika Hokusai intitolato 神奈川沖浪裏 (Kanagawa Oki Nami Ura) “La grande onda fuori Kanagawa”, più comunemente noto solo come “La grande onda“.
Questo dipinto, più precisamente una xilografia, ovvero un dipinto stampato a partire dall’incisione su legno del soggetto, è senza ombra di dubbio il più famoso tra le opere di Hokusai (1760-1849) e uno dei più riconosciuti capolavori dell’arte giapponese, in particolare della tradizione degli 浮世絵 Ukiyo-e (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”), le stampe artistiche giapponesi su blocchi di legno.

Prodotta tra il 1831 e il 1833, in tardo periodo Edo (1603-1868), è la prima delle trentasei xilografie che costituiscono la collezione 富嶽三十六景 (Fugaku sanjūrokkei) “Trentasei vedute del Monte Fuji”, e raffigura un’enorme onda che minaccia le navi al largo della costa della prefettura di Kanagawa. Benché venga spesso fraintesa come uno tsunami, è molto più probabile che si tratti sì di un’onda anomala, ma in mare aperto, come suggerisce il titolo dell’opera (il termine 沖浪裏 oki nami ura infatti si riferisce solitamente alle grandi onde del mare aperto). Come in tutte le stampe della serie, anche questa ritrae l’area circostante il Monte Fuji in condizioni particolari, e la montagna appare sullo sfondo.

Katsushika Hokusai, "La grande onda fuori Kanagawa", 1831-33 ca. (Foto: www.metmuseum.org)
Katsushika Hokusai, “La grande onda fuori Kanagawa”, 1831-33 ca.

Ora, grazie alla stampa 3D e ad una compagnia chiamata K’s Design Lab, in collaborazione con la famosa (in Giappone, ndr) catena di librerie Tsutaya Bookstore, anche gli amanti dell’arte ipovedenti o non vedenti avranno la possibilità di godere di questo capolavoro potendoci letteralmente mettere sopra le mani.
Secondo @unosuke, un rappresentante di K’s Design su Twitter, questo pezzo è nato effettivamente come parte di collaborazione con il Dr. Susumu Oouchi dell’Istituto Nazionale di Bisogni Speciali nell’Educazione.
La versione sagomata in tre dimensioni del famoso dipinto permette alle persone non vedenti di sentire come appare l’opera di Hokusai. Allo stesso tempo, la piacevole colorazione e la fedele struttura dello stampo risulta di grande interesse anche per le persone vedenti.

Negli ultimi anni si sono compiuti enormi progressi nel campo dell’hardware per la stampa 3D, ma nonostante questo @unosuke fa notare che la parte più difficile sta piuttosto nel creare i dati da inserire nella stampante.
Per creare questo pezzo ha inizialmente costruito un modello di gesso dell’opera. Fatto ciò, ha scansionato il modello e utilizzato un programma chiamato Freeform per convertire la scansione nei dati di in un’immagine elettronica tridimensionale, il che ha implicato la riduzione del numero di poligoni e la risoluzione di diversi problemi nel raggiungimento dello spessore necessario per la stampa. In altre parole, rendere il prodotto finale levigato e leggero. In ultimo è stato aggiunto il colore, e il modello finale è stato stampato.

La versione 3D così stampata de “La grande onda” è in esposizione da circa due settimane presso il nuovo T-Site delle librerie Tsutaya (uno spazio ibrido, una sorta di libreria con annesso lounge bar / Edificio 1, sala 2F) nel contesto della modernissima cittadina eco-sostenibile Fujisawa, la Fujisawa Sustainable Smart Town.

È stupefacente la quantità di cose che è possibile fare oggigiorno grazie alla stampa 3D, ma credo che quella di rendere accessibili, laddove possibile, opere d’arte tradizionalmente bidimensionali come i dipinti anche ai non vedenti sia sicuramente una delle idee più belle e più umane che abbia visto prendere forma grazie a questa tecnologia. Pollice alto per questi ragazzi :).

Fonte: www.japantoday.com