“Hokusai, Hiroshige, Utamaro” a Milano. Un’opinione

Prima piccola premessa: la suddetta mostra, aperta fino al 29 gennaio presso Palazzo Reale a Milano, chiuderà per l’appunto tra due settimane esatte, quindi se volete un consiglio flash – che va contro ogni mio interesse di visite del sito e lettura dell’articolo – vi dico subito: ANDATECI. Trovate tutte le informazioni in fondo alla pagina.

Magari ora leggetevi anche l’articolo, dai.

Seconda piccola premessa: di articoli online (e non solo) in merito alla mostra che ve ne parlino in termini di bellezza delle opere, magari approfondendo molto i temi artistici legati alle silografie policrome (ukiyo-e 浮世絵) di periodo Edo (1603-1868), attraverso MOOOOLTE immagini ne trovate quanti ne volete.

Questo articolo NON fa parte di quel gruppo. È semplicemente la mia opinione sulla mostra. Non farcirò l’articolo di immagini delle stampe o di foto delle stesse dal vivo – anche perché era proibito scattare fotografie – né tanto meno di textwalls sull’ukiyo-e e sulle biografie degli artisti.

Però magari leggetelo lo stesso, su. Continua a leggere ““Hokusai, Hiroshige, Utamaro” a Milano. Un’opinione”

Parlare di Giappone per parlare di diversità. Buon compleanno Kyu Cafè!

Proprio così, 10 dicembre 2014. Seduto a un tavolino del 1° piano dell’edificio U16 della Bicocca, da solo, nel silenzio più totale delle 19 quando le lezioni sono terminate e le pulizie ai piani già finite, mi iscrivevo a WordPress.

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Felice anniversario con WordPress.com! Ti sei registrato su WordPress.com un anno fa.

Il 1° piano per chi non ha frequentato la Bicocca, o comunque per chi non è mai stato nell’ameno U16 (ritratto anche qui nell’immagine di copertina) – il che è piuttosto probabile se siete, per dire, di economia, oppure siete di economia ma non siete la mia ragazza, che lo conosce fin troppo bene! 🙂 – è quello dove sono ubicate le macchinette. Il luogo dove più o meno ogni ora tutti quanti vengono a prendersi un caffè, a fare due chiacchiere, perché il piano è piccolo, l’ambiente informale e tutti parlano con tutti. I professori smettono per un attimo di essere docenti e gli studenti di essere discepoli; e ho visto tante conversazioni così protrarsi oltre le normali tempistiche di un break! Continua a leggere “Parlare di Giappone per parlare di diversità. Buon compleanno Kyu Cafè!”

Tempio buddista celebra nozze gay (nonostante vuoto legislativo in Giappone)

Le due coppie di sposi (Foto: matome.naver.jp)
Le due coppie di sposi (Foto: matome.naver.jp)

Pochi giorni fa, per la precisione il 7 dicembre, il tempio Shunkoin a Kyoto è diventato il primo tempio buddista Zen entro i confini nazionali a celebrare simbolicamente, in quanto non riconosciute legalmente, due cerimonie di nozze fra persone dello stesso sesso.

La visione del Giappone sull’omosessualità e la non conformità di genere è piuttosto complessa. Nonostante una lunga tradizione di esportazione artistico-culturale che ha spesso veicolato l’idea del Giappone come di una società progressista riguardo l’espressione sessuale e di genere, il Paese ancora fatica ad elaborare una legislazione che assicuri l’eguaglianza dei diritti alle comunità LGBT.

Come accennato prima, la situazione si rivela piuttosto contraddittoria, come del resto in tantissimi altri ambiti quando si parla di Giappone. Da un lato, pur essendoci diversi esponenti politici dichiaratamente omosessuali, le persone per così dire “comuni” che si dichiarano apertamente tali corrono spesso il rischio di essere sfrattati, licenziati, che venga negato loro l’accesso alle strutture sanitarie, e così via.
D’altra parte un sondaggio condotto nel 2013 rivela che i cittadini giapponesi, benché divisi sulla questione, siano tendenzialmente inclini ad aderire all’idea che l’omosessualità dovrebbe essere accettata socialmente. Il cambiamento molto probabilmente avverrà, ma non potrà che essere graduale.

Takafumi Kawakami, un monaco del tempio Shunkoin, in un’intervista con la CNN, ha dichiarato: “Non è detto che si debba mantenere la tradizione così com’è. Qui diamo il benvenuto a tutte le coppie, indipendentemente dalla fede o dall’orientamento sessuale.”

In fondo è un monaco Zen, più semplice di così…